La carità di lucrare l’indulgenza giubilare per i purganti

Tabella dei Contenuti

Nella bolla di indizione dell’anno giubilare che stiamo vivendo (24 dicembre 2024 – 6 gennaio 2026) papa Francesco scriveva:

“l’indulgenza giubilare, in forza della preghiera, è destinata in modo particolare a quanti ci hanno preceduto, perché ottengano piena misericordia” (Spes non confundit, 22).

Cioè entrino in paradiso. Non si pensi però che un’indulgenza plenaria lucrata e applicata ad un defunto determini la sua automatica e immediata liberazione dal purgatorio, come se l’indulgenze si applicassero ai defunti a modo di comando e non “a modo di suffragio”1, cioè di richiesta, a Dio.

Con l’applicare l’indulgenza plenaria giubilare ai nostri cari defunti ― doveroso e lodevole esercizio di carità soprannaturale che Dio richiede2 e sempre accoglie3 a sollievo delle loro anime ―noi proponiamo, ma è Dio che sapientemente dispone per il suffragato. E ne dispone in modo tale che sia rispettato il suo necessario processo purgativo, processo finalizzato a farlo diventare tutto amore e a fargli varcare a tempo opportuno le porte del paradiso come essere umano finalmente libero di amare e di posare i propri occhi sull’Amore.

Quante indulgenze possono essere lucrate

Si può conseguire una sola Indulgenza plenaria al giorno per se o un defunto (cfr. Enchiridion Indulgentiarum, IV ed., norm. 18, § 1).

Eccezionalmente, però, il pontefice nel documento del 13 maggio 2024 intitolato Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco concede ai fedeli di lucrare ogni giorno di una seconda ingulgenza plenaria da applicare esclusivamente ai defunti. Per lucrare di questa seconda indulgenza plenaria il fedele deve compiere le seguenti opere indulgenziate:

  • emettere un atto di carità4 a favore delle anime del Purgatorio,
  • fare nello stesso giorno una seconda Comunione sacramentale all’interno di una celebrazione Eucaristica (cfr. can. 917 e Pontificia Commissione per l’interpretazione autentica del CICResponsa ad dubia, 1, 11 iul. 1984).

Come lucrare delle indulgenze

Per lucrare delle indulgenze bisogna compiere delle opere indulgenziate, cioè delle opere a cui il pontefice ha annesso una indulgenza. Quelle specifiche del giubileo sono elencane nelle Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco e le elenco qui sotto:

Elenco delle opere indulgenziate

  1. Pellegrinaggio verso un qualsiasi luogo sacro giubilare5 per poi ivi partecipare ad uno dei seguenti atti liturgici:
    • celebrazione della Santa Messa,
    • celebrazione della Parola di Dio,
    • recita della Liturgia delle ore (ufficio delle letture, lodi, vespri),
    • recita della Via Crucis,
    • recita del Rosario mariano;
    • recita dell’Inno Akathistos,
    • celebrazione penitenziale, che termini con le confessioni individuali dei penitenti.
  2. Visita ad un qualsiasi luogo sacro giubilare6.
  3. Partecipazione ad una delle seguenti opere7:
    • Missioni popolari,
    • esercizi spirituali
    • incontri di formazione sui testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica.
  4. Atti di misericordia8 e penitenza9.
  5. Ricevere la Benedizione papale impartita da un vescovo diocesano o eparchiale.

Condizioni per lucrare dell’indulgenza

Pur lucrare dell’indulgenza plenaria, oltre a compiere l’opera indulgenziata bisogna anche ottemperare alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera normate nel ai nn. 20-26 del Manuale delle indulgenze:

  • Esclusione di ogni affetto al peccato, anche veniale;
  • Confessione dal Sacerdote (entro 8 giorni prima o dopo);
  • Comunione Eucaristia;
  • Recitare il Padre Nostro e il Credo e pregare per le intenzioni del Papa e per l’acquisto dell’indulgenza: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

Riflessione conclusiva

Ora non rimane che attingere a piene mani ai meriti di Cristo e dei Santi (indulgenze) e applicarle a noi stessi o a un defunto. Chi non percepisse la necessità di lucrare per se stesso delle indulgenze, lo faccia almeno per le anime purganti. Sebbene per l’aspetto della certezza della propria salvezza personale esse siano in una condizione migliore della nostra, non possono meritare per se stesse e hanno bisogno della nostra carità. Questa nostra carità sia animata dal criterio di azione comandatoci da Gesù:

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, fatelo anche voi a loro; questa infatti è la Legge e i Profeti» (Mt 7,12).

Vorreste voi che qualcuno applicasse delle indulgenze se vi trovaste in purgatorio? Allora fatelo a loro e se perseverate nella carità, compiendo la “Legge e i Profeti”, cioè tutte le istruzioni che il Signore ci ha dato per la nostra salvezza, ci eviteremo il purgatorio.

Le anime purganti suffragate, poi, non si faranno vincere in generosità e ci aiuteranno in questo nostro esilio. Non possono meritare nulla per se stesse, ma possono ottenere tanto per i loro fratelli della Chiesa militante.

"
Chi dona un libro buono, non avesse altro merito che destare un pensiero di Dio, ha già acquistato un merito incomparabile presso Dio
(San Giovanni Bosco)

Note

  1. Cfr. Enchiridion Indulgentiarum, IV ed., norma n. 3; CIC 994; CCC 1479. ↩︎
  2. Cfr. 2 Mac 12,38-45; 2 Tm 1,16-18; 1 Cor 15,29. ↩︎
  3. Cfr Gc 5,16; Mt 7, 7-8; Mc 11, 24; Gv 3, 22. ↩︎
  4. Per “atto di carità” si intende l’offerta, con intenzione esplicita, dell’indulgenza ottenuta come suffragio per le anime del Purgatorio. ↩︎
  5. “I fedeli, pellegrini di speranza, potranno conseguire l’Indulgenza Giubilare concessa dal Santo Padre se intraprenderanno un pio pellegrinaggio:
    verso qualsiasi luogo sacro giubilare: ivi partecipando devotamente alla Santa Messa (ogniqualvolta lo permettano le norme liturgiche si potrà ricorrere anzitutto alla Messa propria per il Giubileo oppure alla Messa votiva: per la riconciliazione, per la remissione dei peccati, per chiedere la virtù della carità e per la concordia dei popoli); ad una Messa rituale per il conferimento dei sacramenti di iniziazione cristiana o l’Unzione degli infermi; alla celebrazione della Parola di Dio; alla Liturgia delle ore (ufficio delle letture, lodi, vespri); alla Via Crucis; al Rosario mariano; all’inno Akathistos; ad una celebrazione penitenziale, che termini con le confessioni individuali dei penitenti, come è stabilito nel rito della Penitenza (forma II);
    in Roma: ad almeno una delle quattro Basiliche Papali Maggiori di San Pietro in Vaticano, del Santissimo Salvatore in Laterano, di Santa Maria Maggiore, di San Paolo fuori le Mura;
    in Terra Santa: ad almeno una delle tre basiliche: del Santo Sepolcro in Gerusalemme, della Natività in Betlemme, dell’Annunciazione in Nazareth;
    in altre circoscrizioni ecclesiastiche: alla chiesa cattedrale o altre chiese e luoghi sacri designati dall’Ordinario del luogo. I Vescovi terranno conto delle necessità dei fedeli nonché della stessa opportunità di mantenere intatto il significato del pellegrinaggio con tutta la sua forza simbolica, capace di manifestare il bisogno ardente di conversione e di riconciliazione” (Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco, 13.05.2024) ↩︎
  6. “Altresì, i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se, individualmente, o in gruppo, visiteranno devotamente qualsiasi luogo giubilare e lì, per un congruo periodo di tempo, si intratterranno nell’adorazione eucaristica e nella meditazione, concludendo con il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e invocazioni a Maria, Madre di Dio, affinché in questo Anno Santo tutti “potranno sperimentare la vicinanza della più affettuosa delle mamme, che mai abbandona i suoi figli” (Spes non confundit, 24).
    Nella particolare occasione dell’Anno giubilare, si potranno visitare, oltre ai predetti insigni luoghi di pellegrinaggio, anche questi altri luoghi sacri alle stesse condizioni:
    in Roma: la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, la Basilica di San Lorenzo al Verano, la Basilica di San Sebastiano (si raccomanda vivamente la devota visita detta “delle sette Chiese”, tanto cara a San Filippo Neri), il Santuario del Divino Amore, la Chiesa di Santo Spirito in Sassia, la Chiesa di San Paolo alle Tre Fontane, luogo del Martirio dell’Apostolo, le Catacombe cristiane; le chiese dei cammini giubilari dedicati rispettivamente all’Iter Europaeum e le chiese dedicate alle Donne Patrone d’Europa e Dottori della Chiesa (Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Santa Brigida a Campo de’ Fiori, Chiesa Santa Maria della Vittoria, Chiesa di Trinità dei Monti, Basilica di Santa Cecilia a Trastevere, Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio);
    in altri luoghi nel mondo: le due Basiliche Papali minori di Assisi, di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli; le Basiliche Pontificie della Madonna di Loreto, della Madonna di Pompei, di Sant’Antonio di Padova; qualsiasi Basilica minore, chiesa cattedrale, chiesa concattedrale, santuario mariano nonché, per l’utilità dei fedeli, qualsiasi insigne chiesa collegiata o santuario designato da ciascun Vescovo diocesano od eparchiale, come pure santuari nazionali o internazionali, “luoghi santi di accoglienza e spazi privilegiati per generare speranza” (Spes non confundit, 24), indicati dalle Conferenze Episcopali.
    I fedeli veramente pentiti che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come anzitutto tutte le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, come pure coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati), conseguiranno l’Indulgenza giubilare, alle medesime condizioni se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene (ad es. nella cappella del monastero, dell’ospedale, della casa di cura, del carcere…) il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno Santo, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita” (Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco, 13.05.2024) ↩︎
  7. i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se, con animo devoto, parteciperanno alle Missioni popolari, a esercizi spirituali o ad incontri di formazione sui testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica, da tenersi in una chiesa o altro luogo adatto, secondo la mente del Santo Padre. ↩︎
  8.  “i fedeli potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (infermi, carcerati, anziani in solitudine, diversamente abili… ), quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr. Mt 25, 34-36) e ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera. I fedeli, senza dubbio, potranno ripetere tali visite nel corso dell’Anno Santo, acquisendo in ciascuna di esse l’Indulgenza plenaria, anche quotidianamente” (Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco, 13.05.2024). ↩︎
  9. “L’Indulgenza plenaria giubilare potrà essere conseguita anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come l’anima del Giubileo, riscoprendo in particolare il valore penitenziale del venerdì: astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni (reali ma anche virtuali, indotte ad esempio dai media e dai social network) e da consumi superflui (per esempio digiunando o praticando l’astinenza secondo le norme generali della Chiesa e le specificazioni dei Vescovi), nonché devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase e della qualità stessa della vita, dell’infanzia abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi o soli, dei migranti dai vari Paesi “che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie” (Spes non confundit, 13); dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attività di volontariato, che rivestano interesse per la comunità o ad altre simili forme di personale impegno” (Norme sulla Concessione dell’Indulgenza durante il Giubileo Ordinario dell’anno 2025 indetto da Sua Santità Papa Francesco, 13.05.2024). ↩︎

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