«Il peccato offende Dio, ferisce l’anima e ci rende schiavi di satana»

Tabella dei Contenuti

In questa sintesi tratta dalla lettera di padre Pio a Raffaelina Cerase (vd. Epistolario, vol. III, p. 77) vediamo la forza della spiritualità di padre Pio: il peccato non è trattato come un concetto astratto, ma come un dramma reale che coinvolge Dio, l’anima e la lotta spirituale contro il maligno.

San Pio, con grande immediatezza, unisce tre dimensioni del peccato:

  • Offesa a Dio – il peccato è anzitutto un atto contro l’amore e la santità divina; non è solo una “mancanza personale”, ma un rifiuto della comunione con Lui.
  • Ferita dell’anima – il peccato non lascia intatta la persona: altera l’ordine interiore, indebolisce la volontà, oscura la coscienza, e produce una reale “malattia spirituale”.
  • Schiavitù del demonio – chi pecca, dice il Vangelo (cfr. Gv 8,34), diventa schiavo del peccato. Padre Pio riprende questo linguaggio biblico per sottolineare che ogni scelta lontana da Dio espone l’uomo al potere del male.

"

Chi dona un libro buono,
non avesse altro merito
che destare un pensiero di Dio,
ha già acquistato un merito
incomparabile presso Dio
(San Giovanni Bosco)

Articoli correlati

Domínica XII Post Pentecosten

Àudio-commento teològico-spirituàle alle letture e alle preghiere del Missale Romanum ex decreto sacrosancti Concilii Tridentini restitutum[1], (it.: Messale Romano riveduto per decreto

Leggi Tutto »