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Testimonianza di Catalina Rivas sull’adorazione eucaristica e promesse di Gesù agli adoratori


Introduzione

Presentiamo la traduzione di una porzione del cap. XI del libro En adoracion. Testimonio de Catalina (it.: In adorazione. Testimonianza di Catalina) in cui Catalina Riva, mistica cattolica boliviana, racconta una sua visione sui benefici dell’adorazione eucaristica e riporta le promesse che Gesù le ha comunicato per tutti gli adoratori.

Testimonianza di Catalina Rivas

«In diverse occasioni, Gesù mi aveva rivelato che il cammino verso il Paradiso è difficile e pieno di rinunce… che la vita dell’uomo è una continua lotta e che la Porta del Cielo è stretta.
Invece, adesso, dalla sua presenza eucaristica, ci avverte che tutto questo si può trasformare in qualcosa di soave e di facile, “se lo viviamo in Lui, aiutati da Lui”.
In un’occasione, mentre guardavo uno dei nostri fratelli dell’apostolato venire a visitare Gesù sacramentato, il Signore mi spiegò che il primo beneficio di queste visite è l’ottenimento della sua Pace, e così ogni momento difficile delle nostre giornate può essere affrontato con serenità.
Disse che Egli ripaga, con innumerevoli benefici terreni e spirituali, l’anima che risponde al suo invito, all’adorazione eucaristica.
Riconobbi che, effettivamente, quella persona era molto cambiata da quando faceva visite al Santissimo Sacramento.
Ho potuto, veramente, constatare come una persona, solo andando a visitare Gesù, nel tabernacolo può vedere trasformarsi la propria vita.
All’improvviso, vidi questa persona come in un globo di luce e notai che, mentre pregava, questo cresceva, allargandosi e raggiungeva sua moglie e la sua famiglia.
Subito, apparve una macchina che correva ad alta velocità, si scontrava contro qualcosa e rimaneva schiacciata, ma il guidatore ne usciva illeso, circondato da un alone un poco più chiaro di quello che avvolgeva la persona in preghiera, davanti al Signore.
Seppi, allora, che il Signore aveva voluto mostrarmi la protezione di Dio sugli esseri che amiamo.
Così tanta importanza ha per Gesù la preghiera e la compagnia di un essere umano presso il tabernacolo, che, come premio, Egli si prende cura dei suoi cari e di tutto ciò che possiede.
Nel tardo pomeriggio di un giovedì, in un’altra cappella, un sacerdote dirigeva l’adorazione eucaristica con i fedeli.
C’era abbastanza gente in Chiesa.
Io guardavo dall’esterno e vidi uscire dall’edificio un globo simile a quello descritto prima, ma con delle luci rosse e bianche, che roteava lungo la circonferenza della cappella.
La gente pregava con il Sacerdote e quelle luci, come onde in espansione, si estendevano per circa un isolato e mezzo e poi, ancora di più, di più.
Diressi il mio sguardo verso un’altra direzione e notai due Cappelle, relativamente vicine l’una all’altra: da ognuna uscivano queste onde di colore bianco e rosso, che si espandevano fino ad unirsi con quelle dell’altra Cappella.
“Dio mio! – pensai – questo è il modo per proteggere una città e tutta la sua comunità”.

Gesù venne in mio aiuto e mi disse:

Promesse di Gesù agli adoratori

“Scrivi queste promesse che, oggi, ti dico:
Io prometto all’Anima che, con frequenza, viene a visitarmi in questo sacramento dell’amore, di riceverla amorevolmente, insieme a tutti i beati e agli angeli del cielo; che ogni sua visita sarà scritta nel Libro della sua Vita e le concederò:

  1. Tutte le Grazie richieste davanti all’altare di Dio, in favore della Chiesa, del Papa e delle anime consacrate.
  2. L’eliminazione del potere di Satana dalla sua persona e dai suoi cari.
  3. La protezione speciale in caso di terremoti, di uragani e di altri disastri naturali, che potrebbero colpirla.
  4. Sarà tenuta separata dal Mondo e dalle sue attrattive, che sono causa di perdizione.
  5. L’elevazione dell’anima, affinché desideri solo raggiungere la Santificazione, in vista della contemplazione eterna del mio Volto.
  6. La riduzione delle pene del purgatorio dei suoi cari.
  7. La mia Benedizione per tutti i progetti materiali e spirituali che potrà intraprendere, se saranno per il bene della sua anima.
  8. Riceverà la mia visita, in compagnia di mia Madre, nel momento della sua morte.
  9. Sentirà e capirà le necessità delle persone per le quali prega.
  10. L’intercessione dei santi e degli angeli, nell’ora della morte, per diminuire la pena temporale.
  11. Che il mio Amore susciti sante vocazioni consacrate a Dio, tra i suoi cari ed amici.
  12. L’anima, che conserverà una vera devozione alla mia presenza nell’eucaristia, non si dannerà e non morirà senza i Sacramenti della Chiesa.

Ai sacerdoti ed ai religiosi, che propagheranno la devozione all’adorazione, farò ottenere molte Grazie speciali, il riconoscimento totale dei loro peccati e la Grazia per emendarsi. Li aiuterò a formare comunità di fedeli, devoti e santi, e riceveranno molti privilegi.

Prometto queste cose a tutti, a due sole condizioni, frutto dell’Amore sincero verso la mia Presenza Reale nell’Eucaristia, che sono assolutamente imprescindibili (irrinunciabili), per la realizzazione delle mie Promesse:
a) Che lottino per conservare la dignità nei miei Altari.
b) Che siano misericordiosi con il Prossimo”».

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L’opera demoniaca nella cultura contemporanea

Estratto dal libro: Gloria Polo con Flaviano Patrizi , Sono stata alle porte del cielo e dell’inferno. Nuova testimonianza della dott.sa Gloria Polo, Himmel Edizioni, 2011, pp. 73-76.

L’aborto è […] un autèntico sacrifício umano a Sàtana. […] Il sàngue (versato) dei bambini innocenti ha […] una straordinària ripercussione sociale poiché esso è come una chiave che permette al Demònio di aprire le serrature dei portali infernali, dai quali fare uscire ogni tipo di demonî, che oggigiorno infèttano sempre piú l’umanità, allóntanàndola dalla verità, non solo evangèlica e quindi sóprannaturàle ma anche naturale. È a càusa di questo nuovo potere demoníaco che prèndono piú facilmente piede nel mondo quelle ideologie «inclusiviste», che sémbrano promuòvere l’umanità, ma invece la stanno sempre piú rendendo schiava del peccato e la prepàrano all’accoglienza del piú esteso e grave tótalitarísmo della stòria umana. Il piú esteso perché mondiale e il piú grave perché fondato su un nuovo umanésimo àteo post-cristiano e transumano. I propugnatori di esso sono i componenti dell’élite mondialista, illusi di potér un giorno regnare con Sàtana, se lo aiùtano a realizzare i suoi piani nel mondo. Saranno invece da lui torturati in eterno, se non si convertiranno. Questa élite ― che si àutopercepísce, però, «illuminata» e «progressista» ― per diffóndere il nuovo umanésimo àteo postcristiano, utilizza organismi internazionali, come ad esémpio l’Unione Europea (EU) e l’Órganizzazióne delle Nazioni Unite (ONU); sono queste, infatti, che, utilizzando una retòrica luciferina, hanno cercato con i loro documenti di convíncere il mondo della bontà dei nuovi e ingannévoli valori sessuali e riproduttivi ― valori che sono in línea con ciò che loro chiàmano «sviluppo sosteníbile» ― e poi tèntano di introdurre i nuovi diritti sessuali e riproduttivi. La retòrica con cui viene divulgato il nuovo modello àntropològico è la medésima retòrica che il serpente luciferino ha utilizzato nel giardino dell’Eden, per convíncere Eva a disobbedire al comando di Dio. Considerate bene: il serpente disse a Eva che, siccome sarebbe diventata come Dio ― ecco il distorto valore ― avrebbe potuto mangiare del frutto dell’àlbero della conoscenza del bene e del male ― ecco il distorto diritto ― omettendo loro che, se avéssero disobbedito a Dio, avrébbero introdotto ínevitabilménte il dolore e la morte nel mondo. ¡Non lasciàmoci ingannare da questa retòrica luciferina! Facciamo attenzione ai falsi valori/diritti sessuali e riproduttivi e ai loro presupposti morali anticristiani, e cioè: la diffusione sempre piú estesa del relativismo morale; l’énfatizzazióne del piacere della sessualità umana, a discàpito della sua finalità riproduttiva; la contraccezione; il processo di normalízzazióne (già avviato negli anni settanta) ed esaltazione dell’òmosessualità (vedi le parate dei Gay Pride); la svalutazione della maternità; la promozione di matrimonî tardivi e modelli di famíglia ridotti, per mezzo dell’àssolutizzazióne dei valori della cultura, del lavoro e della carriera, del buono stipèndio e del buon tenore di vita, dei viaggî e del divertimento, che indúcono ― data la precarietà lavorativa attuale ― a far posticipare a tempo indefinito la costruzione di una famíglia, la quale difficilmente potrà èssere súfficienteménte prolífica da non contribuire all’ínvecchiaménto della popolazione; la confusione dei ruoli di gènere all’interno delle famíglie tradizionali; la diffusione dell’aborto líbero, gratúito, senza tèrmini e condizioni, presentato come réalizzazióne del processo di èmancipazióne e àutodeterminazióne della donna, che dovrebbe èssere sostenuto dal ríconoscimènto dell’aborto come «diritto» della donna; e l’imposizione dell’ideologia di gènere, che vuole scardinare l’identità di gènere dell’èssere umano dal sesso biològico, come premessa per il trànsumanésimo.
Troppi pènsano erroneamente che tali cambiamenti culturali síano frutto di un progresso naturale dell’umanità. Essi sono, invece, scientemente introdotti nella società dai governi delle nazioni firmatàrie delle risoluzioni ONU. Sono introdotti come strumenti di ingegneria sociale, miranti, in última anàlisi ― pur nella mancanza di cónsapevolézza di molti suoi attori ―, a generare una nuova coscienza púbblica universale post-cristiana e a ridurre la popolazione mondiale. ¡Questa è la terríbile e attuale omissione luciferina!

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La cosa più difficile… e più potente che puoi fare

Introduzione

L’importanza del perdono cristiano: cuore del Vangelo e via di santità

Il perdono è uno dei pilastri fondamentali della fede cristiana. Non si tratta soltanto di un atto morale o di una scelta personale, ma di un vero e proprio comandamento che nasce dall’amore di Dio e trova la sua espressione più alta nella vita e nelle parole di Gesù Cristo. Il perdono, nel cristianesimo, non è debolezza: è forza trasformante, capace di guarire il cuore umano e di ricostruire relazioni spezzate.

Il perdono nel Vangelo

Il perdono nel Vangelo

Il messaggio evangelico è profondamente radicato nel perdono. Gesù stesso insegna ai suoi discepoli a perdonare senza limiti:

“Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette” (Matteo 18,22).

Con queste parole, Gesù invita a superare ogni logica umana di misura e calcolo. Il perdono deve essere continuo, gratuito, radicale, proprio come quello che Dio offre all’umanità.

Ancora più potente è l’esempio che Cristo offre sulla croce:

“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Luca 23,34).

In questo momento estremo, Gesù non solo predica il perdono, ma lo vive fino in fondo, mostrando che l’amore può vincere anche l’odio più violento.

Nel Padre Nostro, la preghiera per eccellenza del cristiano, il perdono occupa un posto centrale:

“Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori” (Matteo 6,12).

Qui emerge una verità profonda: il perdono ricevuto da Dio è strettamente legato alla nostra capacità di perdonare gli altri. Gesù lo ribadisce con forza:

“Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi” (Matteo 6,14).

Il perdono nella vita dei santi

La storia della Chiesa è costellata di uomini e donne che hanno vissuto il perdono in modo eroico, spesso in situazioni estreme.

Sant’Agostino, riflettendo sulla misericordia divina, afferma:

“Nulla rende l’uomo così simile a Dio quanto il perdono.”

Per Agostino, perdonare significa partecipare alla natura stessa di Dio, diventando riflesso della sua misericordia.

Santa Teresa di Lisieux, con la sua spiritualità semplice e profonda, scrive:

“La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti degli altri, nel non meravigliarsi delle loro debolezze.”

Nel suo monastero, Teresa imparò a perdonare nelle piccole cose quotidiane, trasformando ogni difficoltà in un atto d’amore.

Testimonianze concrete di perdono

Molti santi hanno offerto testimonianze vive e toccanti di perdono, mostrando che è possibile amare anche nelle situazioni più difficili.

San Giovanni Paolo II

Dopo l’attentato del 1981, San Giovanni Paolo II compì un gesto che fece il giro del mondo: incontrò in carcere il suo attentatore e lo perdonò personalmente. Questo atto dimostrò che il perdono cristiano non è teoria, ma una realtà concreta e possibile, anche di fronte alla violenza più grave.

Santa Maria Goretti

Santa Maria Goretti, una giovane martire italiana, è uno degli esempi più forti di perdono. Prima di morire, dopo essere stata ferita mortalmente, disse:

“Per amore di Gesù, lo perdono… e voglio che venga con me in Paradiso.”

Il suo aggressore, colpito da queste parole, si convertì profondamente. Il perdono di Maria non solo liberò il suo cuore, ma trasformò anche quello di chi le aveva fatto del male.

Santo Stefano, primo martire

Negli Atti degli Apostoli troviamo la figura di Santo Stefano, il primo martire cristiano. Mentre veniva lapidato, pregava:

“Signore, non imputare loro questo peccato” (Atti 7,60).

Queste parole ricordano quelle di Gesù sulla croce e mostrano come il perdono sia stato fin dall’inizio una caratteristica distintiva dei cristiani.

San Francesco d’Assisi

San Francesco visse il perdono come stile di vita. Invitava i suoi frati a non giudicare mai e a rispondere al male con il bene. Diceva:

“Dove è odio, fa’ che io porti amore.”

Per Francesco, perdonare significava diventare strumenti di pace in un mondo ferito.

Santa Faustina Kowalska

Apostola della Divina Misericordia, Santa Faustina ha trasmesso al mondo un messaggio centrale:

“Più grande è il peccatore, più grande è il diritto che ha alla mia misericordia” (Gesù a Faustina, Diario).

Il perdono, secondo questa spiritualità, non ha limiti: Dio non si stanca mai di perdonare, e l’uomo è chiamato a fare lo stesso.

Il perdono come cammino spirituale

Perdonare non è sempre facile. Richiede umiltà, coraggio e spesso un lungo percorso interiore. Non significa dimenticare il male subito o giustificarlo, ma scegliere di non lasciare che esso abbia l’ultima parola.

Il cristianesimo insegna che il perdono è una grazia: nasce dall’incontro con Dio e si alimenta nella preghiera.

Chi perdona:

  • si libera dal peso del rancore;
  • ritrova la pace interiore;
  • costruisce relazioni nuove;
  • diventa testimone credibile del Vangelo.

Al contrario, il rancore e l’odio imprigionano il cuore e impediscono una vera libertà spirituale.

Conclusione

Il perdono cristiano è molto più di un gesto etico: è un atto di fede e di amore che riflette il cuore stesso di Dio. Attraverso le parole del Vangelo e l’esempio luminoso dei santi, comprendiamo che perdonare significa entrare in una logica nuova, quella della misericordia.

In un mondo segnato da conflitti, divisioni e ferite profonde, il perdono rimane una delle testimonianze più potenti della presenza di Dio tra gli uomini. È una via esigente, ma profondamente liberante, capace di trasformare non solo chi lo riceve, ma soprattutto chi lo dona.

Il perdono, in definitiva, è il linguaggio dell’amore cristiano: un amore che non si arrende, che ricomincia sempre, e che apre le porte alla speranza.

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Il destino eterno dei bambini innocenti in Maria Valtorta: tra Limbo e Paradiso

Il destino eterno dei bambini innocenti in Maria Valtorta: tra Limbo e Paradiso_HImmel edizioni

Molte volte vedo citato dai pro-vita cattòlici il seguente brano valtortiano, da loro riferito erroneamente ai feti abortiti e privi di battesimo:

Dice Gesù:
«Te ne addolori? Io pure. Poveri bimbi! I pargoli che Io amavo tanto e che devono morire così! Ed Io che li carezzavo con una tenerezza di Padre e di Dio che vede nel pargolo il capolavoro, non ancora profanato, della sua creazione! I bambini che muoiono, uccisi dall’odio e fra un coro di odio.

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Gv 6,53 e la salvezza dei non cattolici secondo l’esperienza di Gloria Polo

Il versetto di Giovanni in cui Gesù afferma:

«In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita» (Gv 6,53. Versione CEI 2008)

è uno dei passaggi più profondi e misteriosi del Vangelo. Mangiare e bere il Figlio dell’uomo significa certamente, come oggi si tende a sottolineare privilegiando una lettura figurata, accogliere la rivelazione del suo sacrificio e credere in lui; ma tale lettura figurata va intesa come complementare alla comprensione del significato reale e sacramentale, con cui l’intero capitolo sesto è stato letto lungo i secoli nella Chiesa cattolica e che resta il criterio normativo della Chiesa. Mangiare e bere il Figlio dell’uomo richiama dunque il dono dell’Eucaristia, il Corpo e il Sangue di Cristo come fonte di vita eterna. Da questa interpretazione nasce spontanea una domanda circa il ruolo della Chiesa nella salvezza dei non cattolici, coloro che non ricevono la Comunione eucaristica.

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Gloria Polo e il messaggio di Maria: l’esercito del Rosario

Gloria Polo condivide in una video intervista la richiesta che la Vergine Maria le ha fatto di chiamare tutti i gruppi di preghiera e i “soldati” di Maria in tutto il mondo a unirsi nella recita del Santo Rosario per contrastare le crescenti forze del male, in particolare quelle che mirano a distruggere la vita sacerdotale e religiosa e che lavorano per inserire leggi come l’aborto nelle nazioni. Viene descritto un metodo specifico per pregare il rosario, concentrandosi sui dipartimenti e sulle capitali dei paesi, e si racconta un aneddoto inquietante di un sacerdote caduto in una trappola satanica per sottolineare la feroce battaglia spirituale in corso e la necessità di pregare incessantemente per i sacerdoti. L’obiettivo di questa preghiera unificata è l’avanzata e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria1.

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Messa nera del Satanic Grotto

La messa nera, a cui aveva accennato Gloria Polo nel suo audio-messaggio del 17 marzo 2025 e per la quale aveva chiesto di intensificare la preghiera del Rosario, si è svolta oggi 28 marzo 2025 alle 11:00, ora locale, sul piazzale esterno lato sud del Campidoglio di Topeka, Kansas (USA), mentre in Italia erano le 17:00.

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Messàggio urgente di Glòria Polo sulla guerra imminente

Introduzione

Molti rimarranno stupiti nell’apprèndere che Glòria àbbia divulgato un suo messàggio su una possíbile guerra globale imminente e sulla necessità di unirci in preghiera con Maria Santíssima per scongiurare la catastrofe totale. Ma in realtà già solo osservando l’attuale situazione geopolítica ognuno di noi potrebbe dire lo stesso. Nello specífico dell’avvertimento di Glòria, però, non è l’osservazione della situazione geopolítica l’orígine del messàggio, ma una locuzione interiore che lei ha ricevuta dalla Madonna.

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Introduzione alla passione e morte di Gesú

Dice Gesù:
«Ed ora vieni. Per quanto tu sia questa sera come uno prossimo a spirare, vieni, ché Io ti conduca verso le mie sofferenze. Lungo sarà il cammino che dovremo fare insieme, perché nessun dolore mi fu risparmiato. Non dolore della carne, non della mente, non del cuore, non dello spirito. Tutti li ho assaggiati, di tutti mi sono nutrito, di tutti dissetato, fino a morirne.

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La spirale è abortiva?

Nella seconda edizione della Testimonianza della dottoressa Glòria Polo, vi è un accenno al tema della spirale in questi tèrmini:

«Il ginecòlogo non mi aveva […] detto che la spirale svolgeva anche una funzione abortiva, nel caso in cui, non essendo riuscita a impedire la fecondazione dell’òvulo, ne impediva, però, l’annidamento nella parete endomètriàle dell’útero della donna. […] I dispositivi intrauterini sono abortivi, perciò le donne che li utilízzano si màcchiano del peccato di aborto»[1]

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Audiolibro della testimonianza di Gloria Polo a puntate

Un nuovo strumento di apostolato si aggiunge al nostro catalogo: l’audiolibro della testimonianza di Gloria Polo a puntate, udibile gratuitamente nel nostro canale Youtube:

Link alla playlist Gloria Polo, Audiolibro della testimonianza  a puntate

Ogni puntata corrisponde ad un paragrafo del libro Sono stata alle porte del cielo e dell’inferno. Nuova testimonianza della dott.sa Gloria Polo.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione di Samanta Aimi, che ha prestato e sta tuttora prestando la sua voce, il suo tempo e il suo amore per la realizzazione del progetto.

Ci auguriamo che questo strumento possa essere largamente accolto e condiviso, risultando così utile alla conversione personale e all’apostolato.

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Riflessioni sul Transito di Maria Santissima, sulla sua Assunzione e sulla sua Regalità

Se volete farvi del bene, concedetevi il tempo di leggere queste riflessioni sul transito di Maria Santissima, sulla sua Assunzione e sulla sua Regalità. Sono quanto Gesù e la Vergine Maria stessa hanno voluto comunicarci attraverso la mistica cattolica Maria Valtorta[1] al fine di introdurci nell’intimità di questo mistero e svelarci il suo profondo significato.

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Gesù spiega ciò che è l’Inferno

La vita inizia dove si pensa che finisca. Gesù rivela a Maria Valtorta le conseguenze per chi non sceglie l’ardore di Dio nella vita terrena, ma si lascia ingannare da Satana e dalle sue seduzioni. L’inferno esiste ed è l’eredità di coloro che rifiutano il Vero Amore e l’unica Felicità. Continua a leggere Gesù spiega ciò che è l’Inferno

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Cosa dice il cielo sull’apostolato di stampa

Nel brano sottostante tratto dall’opera della mistica cattolica Maria Valtorta vi è ribadito il grave motivo urgente e il dovere dell’apostolato che ogni cristiano dovrebbe esercitare in questi nostri tempi per contribuire alla salvezza dei propri fratelli. In particolare si fa riferimento all’apostolato di stampa dei laici, necessario supporto alla missione sacerdotale. Apostolato che noi della Himmel cerchiamo di svolgere con umiltà, ma indefessaménte, investendo tutte le nostre energie e risorse. L’autentica spinta all’apostolato nasce dall’amore per Dio e il prossimo, ma Dio vuole che si sappia che Continua a leggere Cosa dice il cielo sull’apostolato di stampa

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Identikit dei nuovi évangelizzatóri e della nuova évangelizzazióne

Per Giovanni Pàolo II il mondo aveva bisogno di una nuova évangelizzazióne:

«nuova nel suo ardore, nuova nei suoi metodi, nuova nelle sue espressioni»1.

E riassumeva il contenuto di questa nuova évangelizzazióne nella sua esortazione apostòlica Christifideles Laici con queste parole:

«L’uomo è amato da Dio! È questo il semplicíssimo e sconvolgente annúncio del quale la Chiesa è debitrice all’uomo. La parola e la vita di ciascun cristiano pòssono e devono far risuonare questo annuncio: Dio ti ama, Cristo è venuto per te, per te Cristo è via, verità e vita!»2.

Circa quarant’anni prima di questa parole di Giovanni Paolo II, il Cielo aveva già tracciato un identikit dei nuovi évangelizzatóri e della nuova évangelizzazióne. Tale tràccia si trova incastonata come pietra preziosa in un commento ad alcuni brani dell’apocalisse riportato nel quaderno autògrafo n. 121 della mística cattòlica Maria Valtorta. Le allusioni a condizioni culturali che solo ora vèngono a crearsi e che nel 1950 èrano impensàbili sono a testimonianza del grande valore profètico dello scritto, che riporto integralmente qui sotto per coloro che desíderano avere uno sguardo preciso sui tempi attuali e sul da farsi secondo la volontà di Dio.

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Sant’Efrem Nuovo Martire: un esempio e un ammonimento per i cristiani

Il 2 maggio 2011 il Santo Sinodo della Chiesa Greca ortodossa di Costantinopoli presieduto da Sua Santità Bartolomeo ha innalzato agli onori degli altari il santo martire Efrem di Nea Makri, città situata sul litorale Egeo della regione greca della Attica. Pochi anni dopo, il 24 aprile 2014, anche la Metropolia Ortodossa di Aquileia decise, nella Sessione del Santo Sinodo, di onorare Sant’Efrem Nuovo Martire come santo. Veniva così ufficializzato sia nell’oriente che nell’occidente greco ortodosso il culto ad uno dei santi più venerati dai cristiani greco ortodossi negli ultimi quarant’anni, il cui luogo di sepoltura era divenuto ed è tutt’ora meta di pellegrinaggi da Paesi anche lontani.

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Appello della Madonna per mezzo di Gloria Polo

Anche se la dottoressa Gloria Polo dall’ottobre 2017 ha messo in pausa temporaneamente le testimonianze pubbliche mondiali, non ha mai smesso di custodire nel suo cuore tutti coloro verso i quali il Signore l’ha inviata. In questo suo nuovo accorato video Gloria si fa portavoce di un desiderio della Vergine Maria e a suo nome ci convoca ad una azione comune di preghiera.

Dati video
Lingua: castillano (Colombia)
Sottotitoli: castillano, italiano

Se non sai attivare i sottotitoli, guardati i seguenti video-tutorial:
per udenti
per non udenti

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DALLA MAGIA A GESÙ. Testimonianza di Franco Antonelli

Il 19 maggio 2018, presso la parrocchia di San Biagio a Montecatone (BO), avrò il piacere di accompagnare il signor Franco Antonelli che, accogliendo l’invito rivoltogli dal GRIS della diocesi di Imola nella persona di don Fabio Arlati, darà la sua prima testimonianza orale pubblica intitolata: “Dalla magia a Gesù”.

Avendo scritto la sua biografia ( “Verso il mio splendore. Biografia di Franco Antonelli: un’autentica liberazione dal maleficio”), conosco molto bene Franco Antonelli e la sua timidezza. Questo tratto della sua personalità ha così inciso nel suo carattere da indurlo a tacere la sua vicenda per lunghissimi anni persino con i suoi famigliari. So perciò quanto gli costi esporsi pubblicamente. Mi rallegro, perciò, di questa sua scelta che esprime il lavorio della sua volontà nell’assecondare la grazia divina che lo sprona a vincersi per essere di aiuto a qualcuno. Continua a leggere DALLA MAGIA A GESÙ. Testimonianza di Franco Antonelli

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Il Purgatorio nella testimonianza di Gloria Polo

Il purgatorio nella testimonianza di Gloria Polo
L’esperienza della dottoressa Gloria Polo fu limitata al purgatorio. Mi ha confidato che le bastò vedere il fondo di esso per rimanerne positivamente terrorizzata, cioè spronata a vivere secondo la legge di Dio per meritare di non doverci ritornare. Nell’oscura voragine viva in cui cadde a testa in giù, risucchiata come in un vortice, vide aprirsi un’ulteriore voragine viva, verso la quale continuava a precipitare. Quella sì che era la porta dell’Inferno. Continua a leggere Il Purgatorio nella testimonianza di Gloria Polo
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I Novissimi nella testimonianza di Gloria Polo

I Novissimi nella testimonianza di Gloria Polo
Nella tradizione catechistica cattolica, si utilizza il termine novissimi (dal latino “novissimus“, superlativo di nòvus, e cioè ultimo, estremo) per indicare le quattro ultime cose che si incontrano nell’uomo: morte, giudizio, inferno, paradiso. Il principale compito di Gloria Polo è proprio quello di ricordare i novissimi per svegliarci dal torpore morale e colmare una lacuna pastorale.

Diversi tra i sacerdoti e i laici purtroppo travisano il messaggio della testimonianza di Gloria Polo. Alcuni vedono nella durezza del giudizio particolare a cui lei è stata sottoposta la manifestazione di un Dio giudice eccessivamente severo, quasi spietato, e si scoraggiano. Altri, invece, si sentono spronati dalla durezza del giudizio a fare del terrorismo spirituale, finendo col scoraggiare i deboli e i fragili. In realtà la Continua a leggere I Novissimi nella testimonianza di Gloria Polo

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La cura del corpo nella testimonianza di Gloria Polo

La cura del corpo nella testimonianza di Gloria Polo
Nel meraviglioso progetto divino l’essere umano è stato dotato di due valori: il corpo e lo spirito, capaci entrambi di meritare il paradiso. Essendo anche il corpo un valore donato da Dio, la sua cura è un dovere morale. Quando però essa prevale sulla cura del nostro spirito e addirittura ci porta a peccare, facciamo del nostro corpo un nostro nemico che ci impedisce di raggiungere il cielo. Amiamo giustamente il nostro corpo quando lo sottomettiamo allo spirito. Purtroppo nella cultura contemporanea assistiamo ad una inversione della gerarchia di questi valori e quando al corpo e al piacere si da il primo posto possiamo parlare di vera e proprio idolatria. Proprio da questo pericolo ci mette in guardia la dottoressa Gloria Polo esponendo nella sua testimonianza i suoi errori al fine di offrirsi come specchio nel quale tanti possano rivedersi e correggersi. Per esempio narra come fin da adolescente aveva imparato a utilizzare il suo corpo come strumento di seduzione[1], convinta che «una donna deve saper mettere in mostra le sue parti migliori»[2]. La Continua a leggere La cura del corpo nella testimonianza di Gloria Polo
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La reincarnazione nella testimonianza di Gloria Polo

La reincarnazione nella testimonianza di Gloria Polo
Gloria esprime, senza mezzi termini, che la dottrina della reincarnazione è frutto di un oscuramento spirituale nelle prime battute della sua testimonianza, quando afferma: «Mentre salivo sempre più in questa luce di amore e gioia vidi mio padre, mia madre, i miei nonni, i miei bisnonni e tutti i miei parenti defunti. Mi resi conto che persi un sacco di soldi per pagarmi le regressioni, nella erronea convinzione di riuscire a sapere se la mia bisnonna si fosse reincarnata. Siccome queste regressioni erano molto care, decisi di non verificare dove si fosse reincarnata la mia bisnonna. Che falsità! Che inganno! La mia bisnonna era lì, davanti a me, fratelli»[1]. L’originaria dottrina orientale della reincarnazione, che considera il ciclo delle rinascite un male, una dura necessità da cui liberarsi è stata recepita contrariamente in occidente – a partire dalle scuole filosofiche e dai movimenti religiosi greci fino ad arrivare i nostri giorni anche tra i cristiani – come un bene e cioè: come possibilità di progresso spirituale indefinito, nel quale mettere a frutto le esperienze fatte in Continua a leggere La reincarnazione nella testimonianza di Gloria Polo
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La genitorialità nella testimonianza di Gloria Polo

Lungo il racconto dell’esperienza di premorte della dottoressa Gloria Polo sono diffusi diversi esempi di inadeguata genitorialità. Genitori inadeguati furono il padre e i fratelli di Gloria e Gloria stessa. «Una madre pettegola, odiosa, o un papà infedele e ubriacone hanno un’enorme influenza negativa sui proprî figlî. Il cattivo esempio dei genitori, che genera questo processo di asservimento progressivo dei figlî al Demonio, è agli occhi di Dio una cattiva amministrazione del talento, da Lui stesso donato a loro per essere strumenti di salvezza per i proprî figlî»[1], è quindi vera giustizia che i genitori siano presenti al giudizio particolare dei loro figlî per rispondere a Dio della loro genitorialità, come si evince dalla testimonianza di Gloria. Molti genitori si sentiranno dire le stesse parole che udì il padre di Gloria durante l’esame della vita della figlia: «Ti sei preoccupato di dare a tua figlia la possibilità di studiare, nonostante la tua povertà. Hai fatto molto bene. Ti sei preoccupato di farla crescere e di infonderle la responsabilità del lavoro. Hai fatto molto bene. Guàrdala, però, qui nell’eternità. Guàrdala. Quanti vizî!»[2]. Gloria stessa, guardando nel Libro della vita, non solo si rese conto di avere ucciso la sua anima nei vizi, ma anche di «avere ucciso i suoi figlî»[3] perché – come lei stessa ammette – non dava loro «né amore, né una presenza costante»[4] e soprattutto né lei, né suo marito insegnarono a pregare ai figli. Convinta che la felicità consistesse nel conseguire la ricchezza per pagarsi quelle cose di cui non godette nella sua fanciullezza[5], passava quasi tutto il tempo lavorando[6], e riempiva i figlî di cose materiali: televisione, computer, videogiochi. Nel suo giudizio particolare Gesù le disse: «Hai cresciuto i tuoi figlî nella bambagia… I tuoi figlî hanno avuto genitori elettronici»[7]. Aveva dato tutto ai figli, ma gli aveva fatto mancare ciò di cui, invece, avevano maggiormente bisogno: la presenza di una mamma cristiana attenta che sa amare, educare, correggere, confortare e consigliare. In sua assenza la televisione funse da madre surrogata[8]. Continua a leggere La genitorialità nella testimonianza di Gloria Polo
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Il divorzio nella testimonianza di Gloria Polo

Il divorzio nella testimonianza di Gloria Polo
Il termine divorzio, dal latino divórtium (derivato da divórsus, volto in diversa parte), significa separazione. Il termine indica propriamente lo scioglimento di un matrimonio validamente contratto quando sono ancora in vita i coniugi. Si distingue dalla separazione, che non implica la possibilità di nuove nozze, e dalla dichiarazione di nullità, la quale riconosce che il vincolo coniugale non è mai esistito per la mancanza di alcune condizioni essenziali al suo costituirsi. Il divorzio è una vera piaga della società per questo nel Nuovo Testamento Gesù non concede alcuna possibilità di rompere il vincolo agli sposi[1]. Nell’esperienza di premorte di Gloria la questione del divorzio ha un posto molto rilevante. «Molte persone – dice Gloria -mi hanno detto: “Ma sú, Dio perdona tutto. Se perdona persino un assassino che, pentito, si confessa, perché non dovrebbe perdonare chi felicemente si è rifatto una famiglia?”. Fratelli miei, una nuova unione stabile extraconiugale è un adulterio continuo»[2]. Troppo spesso l’adulterio è creduto un nulla. In realtà con il Continua a leggere Il divorzio nella testimonianza di Gloria Polo
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State in pace e amate la Chiesa come fa Gloria Polo

State in pace e amate la Chiesa come fa Gloria Polo
State in pace e amate la Chiesa come fa Gloria Polo. Abbiamo notato che alcuni – e grazie a Dio solo alcuni –  mal comprendendo il video della chiarificazione di Gloria Polo sul suo anno sabbatico si sono turbati. Siccome la vera pace delle persone ci sta molto a cuore, come ci sta a cuore la Chiesa Cattolica, scriviamo quanto segue. Continua a leggere State in pace e amate la Chiesa come fa Gloria Polo
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L’aborto e la testimonianza di Gloria Polo

Per giungere a definire l’aborto «omicidio di un essere umano» non occorre fare appello alla fede e alla morale cristiana, ma è sufficiente riconoscere il «diritto naturale» secondo il quale il feto, fino dalla fecondazione naturale, ossia fino dalla costituzione dello zigote o diploide, possiede un diritto oggettivo, primario, inalienabile all’esistenza. Quando la Chiesa nei suoi documenti magisteriali insegna la morale naturale non impone dogmi da credere, ma propone verità razionalmente accessibili a tutti gli uomini[1].

Per cui noi cattolici nel difendere la vita nascente dobbiamo innanzitutto promuovere la morale naturale su cui si fonda il diritto naturale e successivamente presentare a chi ce lo chiede il meraviglioso progetto di Dio per l’uomo. Continua a leggere L’aborto e la testimonianza di Gloria Polo

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L’inganno dei reali effetti preternaturali di magia e maleficio

L’inganno dei reali effetti preternaturali di magia e maleficio

Cristiani state alla larga da magia e maleficio.
Dal punto di vista della teologia morale cattolica, la magia e il maleficio sono due gravi peccati contro la religione e rientrano in quella categoria di peccati, incredibilmente diffusa anche tra i cristiano cattolici, detta “superstizione”. Non induca in errore l’utilizzo del termine superstizione riferito alla magia e al maleficio. È vero che nell’accezione comune il termine superstizione indica semplicemente un atteggiamento irrazionale, dettato da ignoranza, suggestione o timore, che attribuisce erroneamente a cause occulte o a influenze soprannaturali alcuni avvenimenti, per Continua a leggere L’inganno dei reali effetti preternaturali di magia e maleficio

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LA POTENZA DELLA BENEDIZIONE SACERDOTALE

«Quando il celebrante stava per dare la benedizione, la santissima Vergine parlò di nuovo e disse: “Fai attenzione, osserva bene. Invece di fare il segno della croce, voi fate un ghirigoro. Ricorda che questa benedizione può essere l’ultima che ricevi nella tua vita dalla mano di un sacerdote. Tu non sai se uscendo da qui, morirai o no, e non sai se avrai l’opportunità che un altro sacerdote ti dia una benedizione. quelle mani consacrate ti stanno dando la benedizione nel nome della santissima Trinità, pertanto, fai il segno della croce con rispetto e come se fosse l’ultimo della tua vita”. Quante cose ci perdiamo al non comprendere la Santa Messa e al non parteciparvi tutti i giorni! Perché non fare uno sforzo e cominciare la giornata mezz’ora prima, per correre alla Santa Messa e ricevere tutte le benedizioni che il Signore vuole riversare su di noi?».

( Tratto dall’opuscolo “Per riscoprire la Santa Messa” distribuito da Himmel Associazione).

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QUAL È IL LUOGO CHE HAI DESTINATO A DIO?

Ospite dolce dell’anima… hai riservato un posto a Dio nel tuo cuore, nel tuo tempo, nella tua casa?Ascoltiamo la confidenza di Gesù alla mistica Catalina Rivas:

« Voi nelle vostre case avete un luogo per tutto, e una stanza per ogni attività: una camera per dormire, l’altra per cucinare, una per mangiare, ecc. ecc. Qual è il luogo che avete destinato a me? Deve essere un luogo nel quale non soltanto tenete un’immagine permanentemente impolverata, ma un luogo nel quale almeno per cinque minuti al giorno la famiglia si riunisce a ringraziare per la giornata, per il dono della vita, a pregare per le necessità quotidiane, chiedere benedizioni, protezione, salute. Tutti hanno un posto nelle vostre case, eccetto io».

( Tratto da “Per riscoprire la Santa Messa”).

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PRONTI ALL’APPUNTAMENTO CON GESÙ?

Chi non preparerebbe per tempo l’incontro con chi ama e stima, correndo il rischio di perdersi, magari, “l’incontro della vita”? Probabilmente penserai: “ma, nessuno!”. Eppure, impegni e banalità rischiano di non farci essere pronti “all’incontro degli incontri”, quello cioè con Colui che merita di essere da noi amato e stimato al sommo: Dio, che ci incontra nella Santa Messa per unirsi a noi nella Santa Comunione. Ascoltiamo, allora, l’ammonimento che a tal proposito la Vergine Maria diede alla mistica cattolica Catalina Rivas:

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CHI BUSSA ALLA TUA PORTA?

La nostra libertà è continuamente sollecitata a scegliere. Possiamo aprirci ed accogliere l’invito del Cielo o rimanere chiusi nelle nostre abitudini e idee autoreferenziali dall’orizzonte stretto. Il Signore bussa sempre, gli aprirai? Le parole  tratte dall’esperienza di Gloria Polo ci provocano a essere consapevoli del valore della nostra libertà e a cogliere le testimonianze che Dio ci offre per deciderci per Lui, per scegliere la via della Vita. Continua a leggere CHI BUSSA ALLA TUA PORTA?

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Gloria Polo, conclusioni dello studio di Flaviano Patrizi

Nel libro Illusione o realtà, studio critico sulla testimonianza della dott.sa Gloria Polo e le esperienze di Premorte, Flaviano Patrizi affronta l’affascinante argomento delle Esperienze di Premorte (EPM). Il percorso di studi delineato nel libro «permette di poter rilevare che le EPM sono un reale “indizio” dell’esistenza dell’anima e della sua immortalità, di una vita oltre la vita e di una realtà spirituale trascendente (ipotesi trascendentale)». Inoltre lo studio evidenzia che le EPM «risultano essere “rivelazioni” più o meno parziali dell’amore di Dio e un invito a vivere nell’amore incondizionato». Continua a leggere Gloria Polo, conclusioni dello studio di Flaviano Patrizi

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La Misericordia divina è la corretta chiave interpretativa della testimonianza di Gloria Polo

Come ogni autentico profeta di Dio, Gloria ha il compito di far risplendere le verità del deposito della fede Cattolica sottaciute o dimenticate dalla cultura contemporanea, e mettere in guardia dalle nefaste conseguenze da ciò derivanti. Nello specifico il principale compito di Gloria è quello di ricordare l’aldilà col suo premio e il suo castigo per svegliarci dal torpore morale e colmare una lacuna pastorale. Continua a leggere La Misericordia divina è la corretta chiave interpretativa della testimonianza di Gloria Polo

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Lettera aperta di Gloria Polo

Fonte: Sito italiano di riferimento dedicato a  Gloria Polo

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno […] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,51.54).

Sono ormai passati oltre venti anni da quella mia bellissima esperienza che, come regalo di Dio lungo il mio itinerario esistenziale, mi diede la possibilità  di abbracciare la fede della Chiesa Cattolica. Quanto mi dolgono quegli anni anteriori nei quali ero una cattolica dietetica; rendo ora grazie a Dio per mia madre, la Chiesa Cattolica.
Amo profondamente il papa, i miei sacerdoti e le mie religiose. Obbedisco loro ciecamente perché Cristo, nostro Signore, mi diede quest’ordine, quando mi concedette di ritornare.
Nella mia esperienza di adorazione del Santissimo io, miserabile serva, ho trovato i diletti, la pace e l’amore, anticipo di Paradiso.
Prima di parlare male della Chiesa Cattolica, fratelli vi invito tutti a conoscerla, a sperimentare l’adorazione eucaristica. Chi visita quotidianamente Gesù sacramentato, infatti, non sarà mai confuso perché Lui stesso imprimerà dentro le sue creatura in adorazione l’amore e la gratitudine per la Santa Madre Chiesa Cattolica.
Vi amo nell’amore di Cristo Gesù.
Gloria Polo

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